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Si dice che i bambini piccoli messi in acqua trovino da soli il modo di imparare a nuotare…diciamo che in questo contesto è stato così anche per me.

Dopo aver scrutato un po’ l’abbozzo di un villaggio non bene definito, restando prudentemente ancorata a quello che per me era la “terra ferma” ( un misto di prudenza, pudore per la propria ignoranza, timore di aprire bocca a sproposito…che comunque non mi avevano mai impedito di fare numerose esperienze, ma senza “esagerare” nell’espormi) ad un certo punto, in un attimo di coraggio indotto dalle rassicurazioni e dagli incitamenti inseriti nei post e nei commenti del nostro professore, mi sono tuffata!!!

Ho cominciato a partecipare sempre più attivamente al lavoro che si andava delineando, nei limiti imposti dal resto della vita, e sono arrivata là dove nemmeno avrei potuto immaginare. Non che mi ritenessi incapace di imparare, ma non credevo di poterlo fare , tutto sommato, in così poco tempo e fino a questo punto.

Certo, per i tanti compagni di viaggio molto esperti tecnicamente, sentirmi gioire così per aver raggiunto traguardi che rispetto alle loro competenze sono meno dell’ABC può sembrare esagerato, ma si deve sempre considerare il punto di partenza: ho imparato ad utilizzare il computer da autodidatta tanti anni fa, riempiendo una macchina non mia, che fortunatamente avevo a disposizione, con non so quanti post-it in cui annotavo i significati per me oscuri di tutti quegli F1, F5, F9…. ed i procedimenti da seguire anche per operazioni banali che mi venivano suggeriti ogni tanto da qualche anima pia. Poi ho scoperto sistemi più semplici : ho ancora il  piccolo Apple compatto, modello base, che è stato la mia palestra per parecchio tempo, ho seguito due corsi di aggiornamento organizzati dalle scuole in cui ho lavorato, piuttosto inconcludenti, ho tartassato qualche tecnico, due in particolare, molto gentili e disponibili, e così sono andata avanti arrangiandomi come ho potuto e sono arrivata a questo corso senza poter certo dire di essere un’esperta, comunque avendo sviluppato nel tempo una certa capacità di “galleggiamento”.

Sono particolarmente contenta, quindi, di quello che ho fatto, perché in questo corso ho imparato molto, anche se ho ancora tanto ho da imparare, ma soprattutto qui ho capito quanto sia importante osare ed ho costruito qualcosa, di piccolo e poco originale ma per me comunque enorme .

Tutto questo grazie alla competenza didattica del Prof. Formigoni, alla sua filosofia dell’insegnamento, la sua visione dei rapporti umani, la forte idea di condivisione e collaborazione, nonché quella di rispetto e valorizzazione delle varie individualità.
Mi permetto di dire che da insegnante tutto questo lo apprezzo ancora di più, avendo avuto modo di cogliere dettagli del suo metodo che forse a chi “non è del mestiere” potrebbero anche, involontariamente, sfuggire.
Ho imparato molto anche dai tanti compagni di corso che si sono adoperati per spiegare percorsi e procedimenti, hanno suggerito strumenti, fatto osservazioni e critiche costruttive, hanno condiviso informazioni ed esperienze fornendo un apporto fondamentale a questo percorso di crescita comune.
Due nei  : il periodo  in cui ci siamo trovati a lavorare, sicuramente il più denso dell’anno scolastico, quello in cui niente può essere rimandato; l’immensa quantità di materiale prodotto, impossibile da esplorare in modo efficace che, però, costituisce anche un valore aggiunto importante. Ad entrambi i problemi è stata data una soluzione: proseguire il lavoro, con più calma e con la mente più sgombra da preoccupazioni e scadenze burocratiche, anche per ottimizzare quello che si è già costruito.

Per quanto riguarda il mio lavoro, ho cercato di impegnarmi al massimo, anche per la motivazione crescente che mi ha accompagnato, pur non riuscendo sempre ad essere efficiente e a fornire apporti significativi. Sicuramente ho ricevuto molto più di quanto non sia riuscita a dare, farò comunque tutto quello che posso, nel prosieguo, per cercare di rimediare.

Quello che mi rimarrà, come qualcosa di prezioso perché completamente inaspettato, è l’aver ritrovato la voglia di scrivere qualcosa che non fosse un verbale, una relazione o un esercizio…, persa ormai da tanto tempo, e di esternare e condividere le mie riflessioni, in momenti di confronto mirati alla risoluzione dei problemi e non a semplici lamentele inutili, oggi come non mai.

Pur non essendo stata attiva nel laboratorio negli ultimi giorni, perché sopraffatta totalmente dall’attività scolastica, non ho smesso di progettare e riflettere su come proseguire tutto quanto ho iniziato in questo contesto. Ho anche tante cose in testa da inserire nel mio “quasi blog” in qualità di insegnante da trincea ed ora che le lezioni sono terminate e che, dopo dodici anni di seguito, per la prima volta, non sono di commissione agli Esami di Stato…… spero di riuscirci.

Questa esperienza, inoltre, è arrivata a proposito in un anno scolastico tra i più complessi e forse meno gratificanti della mia carriera, per motivi indipendenti dalla mia volontà, un periodo in cui stavo quasi mettendo in discussione l’impegno e la passione con cui ho sempre svolto il mio lavoro, e per questo ha assunto un valore ancora maggiore perché è riuscita a ridarmi lo slancio che stavo perdendo.

Grazie di cuore, quindi, ad Andreas per i tanti insegnamenti, tecnici e non solo, ma anche per l’importante esempio didattico e per il calore con cui tutto è stato condotto. Grazie anche a tutti voi abitanti del villaggio per la vivacità, per i contributi e l’umanità dimostrata.

A Presto, dunque, perché ….non finisce qui….      😉

lavoro_australia

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